Pulizia e sanificazione: facciamo chiarezza su cosa si intende con questi due termini, che spesso vengono confusi, e quindi utilizzati in maniera impropria ed erroneamente in modo indistinto, come fossero sinonimi.
Pulizia e sanificazione sono infatti due pratiche che rivestono ruoli distinti e complementari.
Nell’ambito delle pulizie, sia civili che industriali, comprendere il corretto significato di ognuna di queste due pratiche è essenziale per scegliere quale tipo di intervento attuare a seconda dello specifico contesto, al fine di mantenere gli standard di qualità e servizio molto elevati, oltre a garantire la sicurezza e la salute degli individui che vivono ed operano abitualmente in tali spazi e contesti.
Vediamo dunque quali sono le 5 principali differenze tra pulizia e sanificazione.
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La pulizia consiste nell’insieme di operazioni da mettere in atto per rimuovere lo “sporco visibile”, di qualsiasi natura esso sia (polvere, grasso, liquidi, materiale organico…) da qualsiasi tipo di superficie ed ambiente. La pulizia può avvenire tramite rimozione manuale o meccanica, spesso utilizzando anche acqua e/o sostanze specifiche per la detersione.
Scopo principale della pulizia è eliminare i contaminanti superficiali. Pertanto, la pulizia non garantisce la rimozione completa di virus, batteri e organismi patogeni microscopici.
Di solito, la pulizia è un’operazione preliminare, che viene poi perfezionata nelle successive fasi di sanificazione e disinfezione, che a loro volta garantiscono una riduzione significativa del carico microbico, assicurando di conseguenza standard igienici più elevati.
A seconda del contesto, possiamo distinguere tra 2 tipologie di pulizie:
ordinarie: garantiscono un livello di igiene costante e, di solito, vengono effettuate 1-2 volte alla settimana, e in alcuni casi anche tutti i giorni
periodiche: interventi di pulizia più specifici (es. lavaggio dei vetri) da programmare 1 volta al mese o con altra cadenza
Il D.M. 274/1997 definisce in maniera ufficiale le attività di sanificazione e di disinfezione.
Le attività di sanificazione riguardano l’insieme di procedimenti ed operazioni, che combinano le attività di pulizia e la disinfezione degli ambienti, per rendere sani determinati ambienti riducendo al minimo la presenza di organismi patogeni e, di conseguenza, riducendo al minimo i rischi sanitari. La sanificazione mira quindi ad eliminare la presenza di virus, batteri o altri microrganismi contaminanti, che non sono rimovibili attraverso le semplici pulizie.
Attraverso l’impiego di prodotti chimici detergenti, la sanificazione permette di riportare il carico microbico entro standard di igiene ottimali in base alla destinazione d’uso degli ambienti trattati.
Inoltre, secondo quanto stabilito dalle normative in materia, la sanificazione deve avere un approccio complessivo che aiuta a mantenere un livello igienico accettabile, e che riguarda anche il controllo e il miglioramento delle condizioni ambientali, come temperatura, ventilazione ed umidità, in modo da creare e mantenere ambienti più salubri e sicuri.
Sempre preceduto dalle operazioni di pulizia, il processo di sanificazione è particolarmente rilevante in luoghi e contesti altamente sensibili, come gli ambienti sanitari (studi medici, ospedali, studi dentistici, rsa…) e nei luoghi dove vengono lavorati e manipolati gli alimenti (industrie alimentari, mense…).
Andiamo quindi ora ad esaminare nel dettaglio quali sono le 5 principali differenze che distinguono i due tipi di intervento, così da poter comprendere quando scegliere l’uno o l’altro servizio.
La pulizia permette di rimuovere la polvere e lo sporco visibili da una superficie, migliorando così l’aspetto generale di un ambiente e rendendolo più ordinato. La semplice pulizia, però, non elimina germi e batteri.
Sanificare, invece, permette di ridurre la presenza di virus, batteri ed altri agenti patogeni da un ambiente, abbattendo notevolmente il rischio di contrarre malattie ed infezioni.
Per rimuovere le impurità fisiche con la semplice pulizia si utilizzano acqua, detergenti e strumenti di pulizia come scope, aspirapolvere, lavasciuga…
La pulizia costituisce la fase preparatoria essenziale per le successive fasi di sanificazione o disinfezione.
Oltre alla normale pulizia, la sanificazione prevede l’impiego di agenti disinfettanti chimici come i detergenti clorati, l’acqua ossigenata, l’alcol isopropilico, i trattamenti termici, ed altri metodi avanzati come l’ozono e i raggi UV.
La pulizia base è fondamentale ovunque, sia in contesti civili (privati e lavorativi) come anche in ambiti industriali, e in generale in tutti gli ambienti che lo richiedono.
Dal canto suo, la sanificazione, riducendo il rischio di inquinamento microbiologico, si rivela essere particolarmente importante in tutti quegli ambienti ad alta frequentazione di pubblico (es. hotel) e dove è richiesto un livello di sicurezza molto elevato, sia in ambito alimentare (mense, industrie alimentari…) come anche per la salute dei pazienti (ospedali, studi medici, rsa…)
Per le pulizie, che consistono nella rimozione dello sporco visibile dalle superfici, si utilizzano semplicemente acqua e detergenti adatti per i vari tipi di materiali che costituiscono le superfici da trattare.
Per il successivo passaggio di sanificazione, invece, si utilizzano soluzioni sanificanti certificate per ridurre batteri ed agenti patogeni, così da garantire un ambiente igienico e decontaminato. Per sanificare e decontaminare interi ambienti, è necessario avvalersi di personale specializzato e qualificato, in grado di utilizzare attrezzature specifiche per la diffusione dei principi attivi, come l’ozono, il cloro attivo generato in-situ e il perossido di idrogeno applicato tramite vaporizzazione o aerosolizzazione.
Per la sanificazione si utilizzano anche le radiazioni ultraviolette (UV-C), in grado di inattivare virus e batteri, modificando il DNA o l’RNA dei microrganismi.
Nell’ambito della sicurezza alimentare, tutte le procedure di sanificazione devono essere conformi alle normative locali e internazionali.
Con un po’ di impegno e di buona volontà, tutti sono in grado di procedere con le normali pulizie. In casa, negli uffici e in contesti lavorativi “semplici” e di piccolo-medie dimensioni, le pulizie vanno effettuate prestando particolare attenzione ad ambienti come bagno e cucina.
Di contro, invece, la sanificazione è un’attività professionale che va necessariamente affidata a imprese specializzate, le quali si avvalgono di personale competente, formato e qualificato, in grado di utilizzare i prodotti e gli strumenti necessari.
Le imprese esercenti servizi di pulizie devono possedere specifici requisiti per l’iscrizione al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane.
Ora che abbiamo spiegato quali sono le principali differenze tra pulizia e sanificazione, sarai in grado di sapere quale tipo di intervento necessita per la tua casa o la sede della tua attività lavorativa.
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